L’azienda supporta il Quadrangolare del 15 novembre a Roma per aiutare l’Umberto I
In vista del Quadrangolare Crai Cup Charity Award, in programma sabato 15 novembre a Roma, abbiamo intervistato Edoardo Marcozzi, partner di MOVEAX, l’azienda che, insieme a tante altre, ha scelto di sostenere l’iniziativa benefica nata per raccogliere fondi destinati allo sviluppo di progetti per il reparto di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Umberto I.
Grazie anche al loro supporto, in campo scenderanno la Nazionale Italiana Sanitari, la Nazionale Italiana Giornaliste e Giornalisti, una selezione di Banca Fideuram Private Banker e la Nazionale Italiana Campioni Olimpionici.
La prima domanda è d’obbligo: che cosa fa la Moveax.
“Il nostro ruolo è affiancare le grandi aziende e la Pubblica Amministrazione nel loro percorso di trasformazione digitale”.
Come avete accolto la proposta di legare il vostro nome a un evento che unisce sport, medicina e solidarietà?
Non si tratta tanto di ‘legare’ il nostro nome a un’iniziativa benefica: per noi, supportare in maniera concreta le persone che ogni giorno lottano al fianco dei bambini è stato un passaggio automatico.
Il quadrangolare “Il 1° Battito” raccoglierà fondi per finanziare progetti per il reparto d’oncologia pediatrica dell’ospedale Umberto I di Roma: quanto contano per voi iniziative che hanno un impatto reale sul territorio?
Contano perché sono reali. Al di là delle dichiarazioni di intenti, quello che fa la differenza è l’azione diretta. Supportare l’oncologia pediatrica significa intervenire su un bisogno tangibile e immediato. E sostenere l’Umberto I è un modo per essere persone prima che imprenditori.
C’è un messaggio che vuole lasciare ai medici e ai volontari della Nazionale Italiana Sanitari che ogni giorno mettono la propria professionalità al servizio degli altri?
Più che un messaggio, è profonda riconoscenza. Il nostro è un supporto puntuale; il loro è un impegno quotidiano, fatto di competenza tecnica e, soprattutto, di un’umanità che resiste alla fatica. La loro capacità di esserci costantemente per dei bambini in difficoltà è ciò che fa davvero la differenza. Grazie

